L’ ALTRA SCUOLA SI FA IN STRADA

L’esperienza dell’Università di Strada (autofinanziata dal 2014 al 2017 e dall’avviso 1/2017 del Codice del Terzo Settore) ha gettato le basi ad una forma inclusiva di apprendimento permanente capace di coinvolgere anziani soli, immigrati, giovani NEET, donne vittime di violenza, disabili motori, ecc. alle forme di partecipazione. La convinzione è che l’apprendimento per tutti si attua andando incontro alle esigenze delle persone, facendole uscire di casa, portandole in luoghi che sono prossimi alla strada in cui vivono. Questo
progetto necessita di consolidarsi e con “L’altra scuola si fa in strada” ci si pone l’obiettivo di rafforzare la rete locale delle “Università di Strada” (ora espressione delle realtà associative dell’Unieda operanti in quel territorio) promuovendo la costituzione di entità associative nuove, autonome, riconosciute dai cittadini perché fondate e gestiste da loro stessi.
Le Università di Strada, come già in parte fanno le Università popolari, hanno l’opportunità di intercettare bisogni educativi e sociali ponendosi a fianco delle persone che risultano escluse da processi formativi e culturali.
L’Altra scuola si fa in strada è una risposta più avanzata al bisogno di inclusione inespresso. Il progetto intende coinvolgere una parte dei circa 11 milioni di persone analfabete funzionali in Italia con sedi ed iniziative diffuse nei luoghi di maggiore necessità (periferie, luoghi isolati, ma anche luoghi di grande affluenza di persone).

Università Popolare Interculturale

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